Problematica: scelta del software da utilizzare nei progetti di sviluppo.
Versione "beta" delle guidelines.
Al workshop sull'ICT del meeting nazionale ISF04 di Genova http://www.diam.unige.it/isf04/, è emersa una problematica piuttosto delicata riguardo l'utilizzo di software proprietario nei progetti dove le condizioni lo richiedano.
Indubbiamente, per l'orientamento dell'associazione, il SoftwareLibero costituirebbe la scelta naturale per non dire obbligata; da quanto emerso in alcune presentazioni di progetti già attuati o in corso d'opera, questa scelta si è, a volte, rivelata non ottimale e in alcuni casi addirittura controproducente per la buona riuscita del progetto. à nata quindi la necessità di approfondire questo tema delicato per cercare di dare alle varie sedi ISF italiane delle linee guida in questo ambito.
Cerchiamo di delineare i punti fondamentali della discussione:
- la Comunità TIC di ISF ritiene il software libero lo strumento principe in quanto massimamente aderente ai principi dell'Associazione;
- il software libero è tecnicamente valido, ed in molteplici casi migliore del software proprietario;
il software libero assicura dei costi economici contenuti1, sia nel breve periodo che a lungo termine, garantendo indipendenza da software houses proprietarie e interessi economici derivanti da esse.
Inoltre bisogna tenere presente che, nei progetti di cooperazione e sviluppo:
- il fine è soddisfare il più possibile le esigenze dei soggetti interessati;
- tra gli strumenti individuati per il raggiungimento di tale fine, un ruolo importante è rivestito dal software;
- bisogna evitare il più possibile di cadere vittima degli interessi economici e politici che si creano attorno al software proprietario.
Partendo dalle precedenti osservazioni, sono nate le domande seguenti:
- il software libero può competere con il software proprietario, in quanto a facilità d'uso e d'apprendimento?
- all'occorrenza, può/deve ISF utilizzare software proprietario per realizzare progetti di questo tipo, contravvenendo ai valori comuni dell'Associazione?
Per cercare di rispondere a queste domande, sono state individuate delle condizioni necessarie da ricercare negli ambienti in cui si opera affinche` la scelta possa ricadere sul software libero. Esse sono:
- presenza in situ di un LUG locale o di un gruppo di persone che abbiano il necessario know-how;
- possibilità di accesso alla rete garantita nel tempo, per poter effettuare eventuale assistenza da remoto;
- presenza, tra le persone coinvolte localmente nel progetto, di personale adatto e disponibile per una formazione tecnica da parte di ISF.
à stato riscontrato nella pratica che in molti casi in cui certe condizioni non sono soddisfatte, la riuscita e la durata del progetto ne possono risentire notevolmente2. I problemi fondamentali sono spesso dovuti a motivazioni come:
- scarsa presenza di persone tecnicamente all'altezza per poter fare manutenzione su certi softwares;
- non completa compatibilità tra vari formati usati da softwares liberi e proprietari;
- interessi economici, che spesso portano istituzioni locali ad accettare la collaborazione di realtà commerciali che offrono soluzioni basate su software proprietario, a condizioni, nell'immediato, molto vantaggiose, al fine di inserirsi in mercati in via di sviluppo.
Il problema fondamentale, in definitiva, si presenta quando non ci sono le condizioni per poter realizzare soluzioni basate su software libero. In tali casi, quale dovrebbe essere la linea seguita da ISF? Rifiutare di lavorare a questi progetti, così da venir meno ad uno dei principi di base dell'Associazione, oppure occuparsene lo stesso anche se in contraddizione con gli orientamenti stessi dell'Associazione?
Nella discussione sorta durante il workshop sull'ICT del meeting ISF04 a Genova è stata raggiunta una posizione comune riguardo l'eventuale "approvigionamento" da parte di ISF delle licenze dei softwares proprietari eventualmente utilizzati. L'orientamento attuale sembra essere a sfavore dell'impiego dei fondi di ISF per l'acquisto di tali licenze. Inoltre, è stato osservato che, nel caso in cui la scelta del sistema operativo debba necessariamente ricadere su un'implementazione proprietaria, ISF deve impegnarsi il più possibile per far usare software libero per i programmi applicativi (e.g. Mozilla, OpenOffice.org, GIMP, etc).
Il resto rimane ancora oggetto di discussione, e sono benvenuti ed incoraggiati interventi ed opinioni al riguardo.
Discussione
potremmo pensare di tradurlo anche in inglese? --PaoloMassa
si', buona idea. fatevi sotto con le critiche!
-- SamueleCatusian - Mi prendo l'onore del primo intervento, l'impianto generale mi sebra ottimo. Dovremmo forse approfondire la casistica. Faccio un esempio: se ci viene richiesto un intervento di formazione, penso ai ragazzi di milano con il loro progetto, la struttura è dotata di software proprietario, cosa si fa? -- Matteo
- Non credo sia possibile pensare di fare una elencazione omnicomprensiva di casistiche e loro soluzione, sarebbe una inutile perdita di tempo. Per il resto mi sembra che il testo rispecchi perfettamente la discussione avvenuta a Genova. -- Paolo Sacconier
L'ho ritoccato un pò: accenti, discorsi qua e la, footnotes, links vari. Proporrei di spostare la discussione in ML, mi sembra il luogo naturale per questo, che dite? -- SamueleCatusian
1 à però bene rimarcare che Libero non significa Gratuito. Se la differenza non è chiara, si faccia riferimento alla sezione dedicata al SoftwareLibero per avere maggiori informazioni.
2 Si veda il progetto portato avanti da ISF Roma in Kossovo: http://www.isf-roma.org/page.php?id=37
