Presentazione del Gruppo ISF Forum Sociale
Questa pagina è il punto di riferimento del gruppo di lavoro nazionale "Forum Sociale" di Ingegneria Senza Frontiere.
Si tratta dunque di un gruppo trasversale a tutte le sedi locali di ISF, che spera di giovarsi dell'interazione tra le differenti realtà della rete ISF.
Su questa pagina ci ripromettiamo di lasciare una traccia nel percorso che la realtà italiana di ISF ha portato e sta portando avanti relativamente
agli approfondimenti politici e socio-economici delle tematiche che interessano la nostra associazione.
Siamo interessati a vedere crescere la nostra capacità di lavorare in Rete anche con altre realtà , da cui possiamo imparare come avere un approccio realmente interdisciplinare,
e al contempo rappresentare un nodo importante del processo che ci vede impegnati nella convinzione che ....un mondo migliore sia possibile e necessario!
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Genova G8 : ISF e i Gruppi di Azione Nonviolenta
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Titolo: Appropriate ICTs: tools for development in the era of Digital Divide
Sunday, 17 October, 9-12am, Bloomsbury
University of London Union, European Social Forum (ESF) Workshop
Aree di approfondimento tematico
Contratto mondiale sull'Acqua
DA LA REPUBBLICA DI OGGI (21/03/2005)
Africa, un continente senza acqua. Al via la sfida di Kofi Annan. di FRANCESCA CAFERRI
OGNI giorno nelle strade dell'Africa viaggiano migliaia di taniche gialle. Servono per un'usanza arcaica, dimenticata da noi: trasportano acqua da pozzi lontani alle case dove vivono migliaia di persone. Percorrono chilometri, a volte compaiono all'improvviso, e come per magia le si vede avanzare nel bush o nella savana: ci vuole un secondo per capire che la tanica non cammina da sola, ma viaggia in bilico sulla testa di qualcuno, una donna o un bambino. E che se l'incantesimo sarà interrotto da un movimento brusco, o da una radice di troppo nel terreno, il portatore dovrà tornare indietro e ricominciare tutto daccapo.
Quante taniche viaggiano sulle strade d'Africa? Difficile dirlo, nessuno - neanche Ryszard Kapuscinski, che alle taniche ambulanti ha dedicato alcune delle pagine più belle del suo "Ebano" - le ha mai contate. Ma dire che sono migliaia è sin troppo facile: basta sapere che sono 288 milioni le persone - il 42% della popolazione totale - che nel Continente nero attingono l'acqua che usano ogni giorno da fonti contaminate o non protette.
Alle taniche gialle dell'Africa, come a quelle quasi nobili dell'India e a quelle di terracotta dell'America Latina, le Nazioni Unite dedicheranno da martedì prossimo un decennio intero di lavoro, il secondo nella loro storia. Obiettivo della "International decade for action", che lancerà Kofi Annan, sarà quello di ridurre drasticamente il numero di persone - oggi 1.1 miliardi nel mondo, il 17% della popolazione globale - che non hanno accesso all'acqua potabile. Una "rivoluzione blu", nelle parole del segretario generale, che viaggia in parallelo con quegli obiettivi di sviluppo del millennio su cui le Nazioni Unite puntano la loro strategia di azione da cinque anni ormai: "Non sconfiggeremo l'Aids, la tubercolosi, la malaria o nessuna altra malattia infettiva nei paesi in via di sviluppo finché non saremo in grado di vincere la battaglia per l'acqua potabile, la salute pubblica e la sanità di base".
Parallelo sin troppo intuitivo, quello di Annan: la metà delle morti da malattie debilitanti, secondo gli esperti, sono da ricondurre all'utilizzo di acqua sporca. Stragi silenziose, come quella delle 1.800.000 vittime che fa la diarrea ogni anno, il 90 per cento dei quali sono bambini, concentrati nelle nazioni in via di sviluppo. Ma soprattutto stragi evitabili: costruire un pozzo in Africa, secondo le stime di Amref, una delle ong italiane più impegnate in quella parte di mondo, costa 2000 euro e cambia la vita delle 300 persone che abitano in media un villaggio e, in particolare, quella di donne e bambine, su cui ricade il compito dell'approvvigionamento. "Una bambina che non deve camminare tutto il giorno può studiare e se studia potrà avere un lavoro, guadagnare e costruire una famiglia, dunque non più schiava del marito", dicono gli esperti dello sviluppo.
Se sull'obiettivo sono tutti d'accordo, quando si passa al metodo i pareri divergono. Non è un caso che alla vigilia della giornata Onu a Ginevra si stia svolgendo il Forum alternativo mondiale dell'acqua: al centro dei lavori, cui hanno preso parte personaggi come Danielle Mitterrand e Vandana Shiva, il problema della privatizzazione delle risorse idriche. Un fenomeno in aumento che alimenta il rischio di sostituire alle taniche gialle rubinetti a pagamento. Acqua pulita, ma per molti ugualmente inaccessibile.
C'era una volta l'acqua che adesso non c'è più. di UMBERTO ECO
"SI POTREBBE cominciare così". Lo Scrittore lesse la prima frase che aveva scritto sul computer. Non era molto, né sapeva come andare avanti. Gli avevano chiesto un breve racconto sull'acqua. Non un romanzo, o una saga in molti volumi, impresa a cui si sarebbe accinto con lena ed energia; e nemmeno un saggio, in cui avrebbe potuto spaziare sulla presenza dell'acqua nelle grandi cosmogonie, da Talete ai Dogon, tanto per dire. Ma un racconto, una storia breve. Che non era nelle sue corde.
Cosa doveva rispondere? "Non mi è venuta l'ispirazione?". Ci avrebbe fatto la figura di un prefetto a riposo, Poeta a Proprie Spese, di quelli che credono al Demone.
Avrebbe potuto inventare una storia di fantascienza. Il bambino fa una domanda al papà mentre viaggiano sulla Grande Autostrada Po, che attraversa tutta l'Altura Padana.
Ha letto il termine "acqua" su un vecchio libro, e chiede che cosa voglia dire, mentre inghiotte la sua pillola giornaliera di H2O Synt2.
"Eh, l'acqua, l'acqua", gli dice il papà perplesso. "à una cosa che non c'è più su questa terra. Vedi, per esempio qui, sull'autostrada Po, non si andava in macchina, ma c'era l'acqua, come dire, una cosa bagnata, con dentro delle bestie senza zampe e senza ali, e che se ci cadevi dentro rischiavi di morire.
E quando scenderemo tra due ore alla Valle Tirreno, anche lì non c'erano tutti quei grattacieli, quei casinò, quei Luna Park e quei Fast Food per miglia e miglia. C'era tutta acqua. Vedi laggiù quei contadini che spargono sugli ombù e sulle palme quella polvere di H2O Synt4? Ecco, allora invece sulle piante cadeva l'acqua. "Ma come faceva l'acqua a cadere", chiede il bambino, "se stava in basso, nelle autostrade e nelle valli?" "Difficile da immaginare", dice il papà , "ma l'acqua cadeva anche dal cielo".
Il cielo adesso ti sembra tutto nero, ma allora era azzurro e pieno di una specie di lana bianca, che a un certo punto si disfaceva e cadeva giù l'acqua sotto forma di gocce. "Gocce?" "Si, palline, perline, quasi come quelle che si formano sulla tua pelle al mattino quando per pulirti ti nebulizzi con H2O Synt15. Solo che erano bagnate". "Io non so cosa voglia dire bagnato, ma certo un mondo con questa cosa che dici tu doveva essere bruttissimo", esclama il bambino.
E infatti come fare a spiegare a un bambino che cosa siano la pioggia, le cascate del Niagara, la Garganta do Diablo di Iguazùl, l'arcobaleno, il temporale, il mare, la neve e le sorgenti, se l'acqua non l'ha mai vista? E se le cose stanno così, non si può scrivere neppure questa storia, perché più di così il bambino non può capire e il padre non può dire.
Salvo che a quel certo punto lo Scrittore si è ricordato che al mondo, non quello della fantascienza ma quello della scienza, in certe zone, esistono bambini quasi così, che conoscono solo deserti solcati da crepe secche e vene di sale, e l'acqua non la vedono quasi mai, e quando arriva è razionata in certi contenitori - e naturalmente non ci sono neppure le pillole di H2O Synt.
E si è chiesto se davvero la storia di una possibile scomparsa dell'acqua sia una storia solo di fantascienza.
Ecco, si è detto allora, potrei raccontare la storia di come sia difficile raccontare questa storia.
Si è seduto al computer e ha iniziato a digitare: "Si potrebbe cominciare così".
In occasione della giornata mondiale dell'acqua, ha voluto offrire questo breve racconto ad Amref - Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca - per sostenerne i progetti idrici in Africa orientale e l'impegno in Italia in favore del messaggio "acqua è vita".
Forum permanente sull'Energia
La Riforma della Banca Mondiale
COSA E' LA BANCA MONDIALE - World Bank Group Sito Ufficiale
The World Bank GroupÂs mission is to fight poverty and improve the living standards of people in the developing world.
It is a development Bank which provides loans, policy advice, technical assistance and knowledge sharing services to
low and middle income countries to reduce poverty. The Bank promotes growth to create jobs and to empower poor people
to take advantage of these opportunities...moreLA CAMPAGNA PER LA RIFORMA DELLA BANCA MONDIALE Sito Web
Da 60 anni esiste unÂagenzia globale per lo sviluppo e la lotta contro la povertà , la Banca mondiale
(formata da IBRD, IDA, IFC, MIGA ed ICSID). Purtroppo la povertà continua drammaticamente ad aumentare.
Dal 1960 ad oggi il rapporto tra il 20% più povero del pianeta e quello più abbiente è passato da 1 a 30
ad 1 a 73 in termini di ricchezza, ed in particolare i paesi dellÂAfrica sub-sahariana si ritrovano più
poveri rispetto agli anni Â70, nonostante lÂenorme mole di aiuti, pari a circa 270 miliardi di dollari,
veicolata dalla Banca mondiale. Ormai da molti anni in tutto il mondo le Ong ed i movimenti sociali
protestano per lÂelevato impatto ambientale, sociale e sui diritti umani e del lavoro causato dai progetti
e dalle politiche attuate dalla Banca. Continua a crescere nel Sud del mondo il risentimento nei confronti
di questa istituzione, che insieme al Fondo monetario internazionale  entrambi creati nel 1944 con la
Conferenza economica e monetaria di Bretton Woods promossa dalle potenze vincitrici della guerra  continua
ad imporre condizioni ai governi del Sud per la concessione dei propri prestiti che richiedono aggiustamenti
strutturali, quali liberalizzazioni dei mercati dei capitali e commerciali, privatizzazioni e spesso taglio
indiscriminato delle spese sociali a danno delle classi più deboli, che invece dovrebbero essere maggiormente
aiutate. La Banca continua inoltre a promuovere progetti infrastrutturali, quali dighe ed oleodotti, che
comportano lo spostamento di migliaia di persone e pesanti impatti ambientali e sociali, a beneficio
principalmente di grandi multinazionali.per saperne di piùLO SQUILIBRIO ECONOMICO MONDIALE:
dal ciclo di Seminari sulla Globalizzazione di ATTAC ( sintesi D. Lamanna - ISF Roma)
Download: attac_1.pdf
Tecnologia e Divario Digitale
Cooperazione internazionale e Sviluppo
Libro Bianco della Campagna Sbilanciamoci sulla Cooperazione allo Sviluppo
Presentato al Forum Alternativo per Cooperazione di Roma - 6/7 dicembre 2004
Download: LibroBiancodellacampagnaSbilanciamoci.pdf
