Questa sezione nasce dopo il workshop di ISF04, e vuole essere un riferimento ed un luogo di confronto continuo sui temi della gestione, del coinvolgimento, del reclutamento e della valorizzazione dei soci/volontari di ISF.


Introduzione

Lo scopo di questa pagina è quella di fornire linee guida di immediata applicazione per un’adeguata gestione del volontario, partendo dall’analisi delle problematiche che si sono presentate nelle varie sedi. Le sezioni rispecchiano l'ordine cronologico in cui ci siamo confrontati su questi temi lo scorso marzo.

Aspettative

Ecco le aspettative espresse dai partecipanti al workshop:

  1. Raccolta informazioni per problemi futuri
  2. Idee per coinvolgere i soci nella vita associativa e non solo sul singolo progetto
  3. Soluzioni per il problema del poco ricambio dei soci
  4. Come trovare nuovi soci
  5. Come rendere il socio attivo
  6. Rendere più forte la collaborazione tra le varie ISF
  7. Linee guida per rendere più fattiva l’integrazione nell’università per coinvolgere gli studenti
  8. Come “capire” il nuovo ordinamento
  9. Sviluppare e pianificare strumenti sempre nuovi e diversificati per il coinvolgimento di soci di provenienza differente
  10. Idee su come poter risolvere il problema “solo università, poca professionalità”
  11. Rispondere all’esigenza di informazione da parte di soggetti esterni (liberi professionisti, studenti e laureandi di altre facoltà etc.)
  12. Come coinvolgere altre facoltà
  13. Come rispondere alla domanda di associazione volontaria come luogo di aggregazione

Aggiungi le tue aspettative: saranno nuovi elementi su cui lavorare! E' facile, basta cliccare sul fumetto bianco in alto a destra e modificare il testo.

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BrainStorming: problemi e argomenti da approfondire

Brainstorming sui problemi riscontrati nelle singole sedi nella gestione dei soci per sviscerare l’argomento

  1. Definizione di socio e socio attivo
  2. Come ci vedono dall’esterno
  3. Come ci vediamo dall’interno
  4. Cultura dell’associazione
  5. Dove entrano i nuovi soci (a che punto del loro percorso formativo)
  6. Chi è il nuovo socio
  7. Attinenza con gli studi
  8. Integrazione con l’università (anche con altre facoltà)
  9. Integrazione nella/con la città
  10. Visibilità / Sede fissa
  11. Motivazione individuale
  12. Partecipazione su singolo progetto piuttosto che nell’intera vita associativa
  13. L’idea dall’esterno è che si realizzino opere faraoniche in realtà i progetti sono “piccoli” e c’è tanto altro da fare; dall’esterno si percepiscono molti discorsi e pochi fatti
  14. Accoglienza del socio (strategie diverse per diversi target)
  15. Dove e come lo inserisco: ruolo e strutturazione della riunione
  16. Come mantengo viva la partecipazione di vecchi soci.
  17. Rapporto con i neo laureati
  18. Gestione di figure profondamente diverse all’interno dell’associazione:professionisti, dottorandi, studenti, soci esterni non ingegneri
  19. Ricambio e rinnovamento di soci
  20. Comunicazione interna ed esterna all’associazione (mailing list, bacheca, sito, pubblicità)
  21. Leadership: carismatica o diffusa
  22. Consiglio come gruppo chiuso o totalmente aperto
  23. Ruolo del consiglio
  24. Trasmissione del bagaglio culturale: informazione/formazione
  25. Sviluppo di momenti ricreativi di associazione

Ti viene in mente altro? Se credi che la tua associazione abbia o possa incontrare altri problemi, aggiungili: basta cliccare sul fumetto bianco in alto a destra e modificare il testo.

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Proposte ed Idee

  1. Ufficializzare l’apertura dell’anno di associazione: questo deve essere un momento in cui il vecchio socio si sente facente parte di un’organizzazione forte. E’ inoltre un’ottima occasione per interrogarsi come associazione e come singolo sulle motivazioni che spingono all’adesione, anche per i nuovi soggetti; è così possibile raccogliere informazioni sui punti sensibili dei singoli soci.
  2. Stimolare il socio nei suoi punti sensibili: ognuno avrà una sua motivazione per partecipare alla vita associativa e l’associazione dovrà essere pronta ed attenta a soddisfare questa necessità.
  3. Condividere le motivazioni durante apposite riunioni come presa di coscienza dei nuovi e momento di riflessione per i vecchi soci (momento di riflessione sulla Carta dei Principi). Un'idea interessante potrebbe essere proporre un questionario di valutazione sulle attività dell'associazione, quindi anche del proprio lavoro.
  4. Le riunioni sono il centro della vita associativa, come momento di contatto e scambio tra i soci, vecchi e nuovi, e per un'adeguata organizzazione dei gruppi di lavoro. Importante quindi distribuire la cadenza delle riunioni in maniera da coinvolgere il maggior numero di persone. Una sede fissa o un punto di ritrovo fisso può aiutare molto come punto di riferimento. Evitare, al contrario, di riunirsi in case private (a parte i gruppi di lavoro).
  5. Il volontariato risponde ad una necessità di aggregazione: le attività ricreative di associazione (es. week-end formativi) sono fondamentali.
  6. Responsabilizzare il nuovo: una buona idea può essere quella di responsabilizzarlo subito dandogli un ruolo di referente/responsabile di un gruppo; può costituire un rischio per il lavoro svolto dal gruppo stesso ma spesso dà buoni frutti. Più semplicemente si può affidare al nuovo la gestione di un'attività di immediato sviluppo (es. a Trento “mercatino delle pulci”, a Torino ogni dicembre “banchino del commercio equo-solidale”).

  7. Fare buffet, mostre in orari strategici, in punti nevralgici della facoltà (e non solo), con a seguito riunioni, conferenze, video proiezioni…
  8. Sviluppare, specialmente nei week-end formativi, un lavoro di simulazione a piccoli gruppi: in questo modo ogni partecipante è “costretto” ad esporsi.
  9. Organizzare in maniera più efficiente il tempo a disposizione: interrogarsi sui tempi disponibili di ciascuno, stilare una time table riguardante le attività da svolgere ed il tempo stimato necessario per ciascuna di queste, assegnare infine incarichi e turni. Revisionare con cadenza abbastanza stretta la congruenza dell’avanzamento dei lavori con la tabella ed eventualmente aggiornarla.
  10. Per aumentare la visibilità dell'associazione all'interno dell'università si possono organizzare seminari o incontri più informali per descrivere i progetti in corso, sia ad uno stadio avanzato che ad uno stato embrionale.
  11. Sulla stessa linea, aumentare all'interno dell'associazione la mole di materiale cartaceo a disposizione dei soci ad ogni riunione, una sorta di kit d'accoglienza (stato d'avanzamento dei progetti in corso, materiale a disposizione dei progetti già realizzati, calendario delle attività future, Carta dei Principi (un punto di riferimento spesso tenuto poco presente).
  12. Per aumentare la visibilità dell'associazione a livello locale attivare collaborazioni con associazioni che operano nell'ambito cittadino e non. Cercare di fare rete il più possibile.
  13. Per facilitare il cammino ai nuovi mantenere un archivio dell'associazione con le procedure affrontate per lo svolgimento delle attività.

Si accettano altri suggerimenti! Per inserirli, ormai avrai capito, clicca sul fumetto bianco in alto a destra.

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Riflessioni finali

L'argomento è decisamente ampio e, nel ridotto tempo a disposizione, abbiamo cercato di stilare un prontuario di risposte alle possibili problematiche raccogliendo le esperienze delle singole sedi. Abbiamo comunque riscontrato che una soluzione valida per una sede può benissimo non andare a buon fine in un'altra. L'associazione è comunque fatta di persone e sta, oltre che all'organizzazione in sé, alla sensibilità dei singoli facilitare l'ingresso ai nuovi soci.

Una proposta per usufruire di un momento continuo di scambio su questo tema (in continua evoluzione) potrebbe essere la creazione di un forum in rete dove continuare la discussione avviata a Genova con la partecipazione di tutti, non solo dei presenti al workshop.

Riferimenti

Bruno Laganà Giacomo Lenuzza Marco Morelli

GestioneSoci (last edited 2005-11-10 12:02:23 by SamueleCatusian)